2008 - 2018: tesi e ipotesi
Moneyless
21 aprile - 21 giugno 2018

Nella scena artistica urbana affermatasi in Europa a partire dalla seconda metà degli anni 2000, l’Italia occupa oggi un posto di rilievo grazie alle esperienze di alcuni artisti che, pur provenendo dal graffiti writing (ossia dalla pratica del tagging di derivazione newyorkese) hanno fatti propri i linguaggi astratti già sperimentati tra gli anni Cinquanta e Ottanta, in particolare quello degli spazialisti e del Gruppo Forma 1, del Gruppo N e del Gruppo T, riproponendoli sotto nuove forme e, soprattutto, nel paesaggio eterogeneo della città. In questo panorama, la traiettoria compiuta da Moneyless (Teo Pirisi, 1980) negli ultimi dieci anni, e qui riassunta in un percorso retrospettivo arricchito di opere nuove, si configura come un’indagine sulla geometria e sulla sua interazione con lo spazio – da quello urbano a quello naturale, da quello “piatto” del quadro (sia esso su tela, su tavola o su carta) a quello tridimensionale della scultura. Tesi e ipotesi è il titolo che l’artista ha voluto per questa mostra. Una la tesi. La geometria, dicevamo, come punto di contatto e riconciliazione tra la creatività umana e la natura, quest’ultima simbolicamente ricondotta all’essenzialità della linea – retta, aperta, infinita – e del cerchio – curvo, chiuso, finito. Tante le ipotesi, spesso contrastanti. Innanzi tutto la simmetria e l’asimmetria. La perfezione del cerchio e la sua esplosione o spezzettatura. La finezza essenziale e ideale della linea e il suo ispessimento – quindi la sua trasformazione in forma e la conseguente e inevitabile sparizione. Infine il movimento, espresso da cerchi che si inseguono freneticamente sul piano, oppure dal sovrapporsi di linee ispessite e colorate, secondo un abile gioco di trasparenze che, analogicamente, simula il procedere per livelli tipico della grafica digitale – che l’artista ha studiato ma prontamente accantonato per dedicarsi al disegno, alla pittura e alla scultura e non dover mai rinunciare a quel coinvolgimento, antico e corporeo, con la materia da plasmare. Questa ricerca incessante delle infinite variazioni sui linguaggi essenziali della linea e del cerchio sembra non aver mai abbandonato Moneyless, in nessuno dei suoi esperimenti con la materia: dal legno delle prime tavole scandite da composizioni simmetriche di cerchi, alle installazioni eteree di fili in situazioni boschive, o ancora alle sculture in cui pezzi di cerchi “spezzati” vengono combinati e saldati, quindi sospesi e illuminati in modo da proiettare il gioco aleatorio e cinetico della propria ombra su muro. Nell’ultima produzione dell’artista l’informe sembra aver quasi preso il sopravvento sul rigore geometrico che caratterizzava i suoi primi lavori, e che sembra essersi poco a poco rarefatto. Quasi, tuttavia, perché nelle opere su legno sagomato e smaltato presentate in mostra – degli ibridi, al limite tra la scultura e l’opera pittorica – appare evidente come l’informale non si sia del tutto emancipato dalla paternità del cerchio e della linea. Probabilmente ciò non accadrà mai, ma gli esiti saranno sempre diversi: questo, il metodo che Moneyless sembra impiegare nella sua ricerca artistica, e che beneficia della sua particolare attitudine al viaggio e all’esplorazione di paesaggi naturali e urbani sempre nuovi. In fondo, la traiettoria che vogliamo raccontare ha la sua vera origine diversi anni prima del 2008, e proprio in un viaggio. Questo viaggio porta dalla città natale e dai treni ai boschi e alle campagne, dal paesaggio metropolitano milanese a quello più raccolto lucchese, dove un Teo Pirisi appena quindicenne e con la passione per il graffiti writing ha dovuto trasferirsi per ragioni familiari. Già all’epoca, la necessità di adattare un genio creativo precoce dalla realtà urbana a quella rurale si è rapidamente trasformata in opportunità. Da allora Teo/Moneyless non ha mai smesso di adattare – in contrasto in ambiente urbano, in armonia in ambiente naturale – le proprie ricerche materiali e estetiche ai differenti contesti delle sue esplorazioni.